Archivio della Categoria 'Molise'

Se Parla il Capo, Tutti Annuiscono. Se Parla DA Capo, Tutti Concordano

giovedì 18 aprile 2013

Si sente spesso dire che qualsiasi sciocchezza, se detta da qualcuno di importante, acquista subito rilievo.
Purtroppo, è vero.
D’altro canto, però, non si può nemmeno affermare l’esatto opposto: non tutto ciò che è detto da persone meno in rilievo viene ignorato. Purché sia presentato in maniera corretta.

Oggi esistono strumenti tecnologici che ci si vuol far credere possano rimpiazzare in toto il contatto umano. Tra posta elettronica, sms e comunicazioni in tempo reale pare che la parola, così antiquata e ‘volatile’, non possa più reggere il confronto.
Ma noi tutti sappiamo benissimo che non è così. Certo, l’agorà è un poco in disuso, ma non per questo un interlocutore che sa trasmettere col corpo, con la voce, coi gesti il suo messaggio ha perso di fascino e di potere persuasivo.

Per farsi ascoltare ci sono due modi: essere un capo o una persona che parla da leader. Se volete appartenere a questa seconda categoria, dovreste prestare molta attenzione a quanto segue: affascinare il pubblico non è un dono divino per pochi, ma una tecnica come molte altre, e come tale, può essere appresa. Non basta possedere buoni argomenti. Possiamo definire i contenuti come lo scheletro del nostro discorso: gli conferiscono solidità e struttura. Ma difficilmente giudichiamo la bellezza o il fascino di una persona dallo scheletro (uh! Che bella clavicola!). Sono le carni sostenute a determinare l’avvenenza di qualcuno. Allo stesso modo la forma non è meno importante del contenuto.
Anche per i “capi”, l’argomento è di fondamentale interesse, se si vuol far coincidere il proprio ruolo con quello del leader, cosa non poi così scontata.
Per questo il 19 e il 26 Marzo, si terrà a Cambiago (MI) il corso di Public Speaking. Per ulteriori informazioni clicchi qui
A una riunione ideale, un qualsiasi membro dell’azienda potrà far valere le proprie idee, senza sentirsi annichilito, e un dirigente potrà rapportarsi con lui senza doversi nascondere dietro al proprio titolo. Questo significa vantaggio per l’umore e l’autostima di entrambi, ma anche e soprattutto per i fini comuni e l’azienda stessa.
Saper parlare non è un optional per chi ha potere, così come è la chiave del successo per chi ancora non ne ha.

ASMS

Il Prodotto Perfetto

venerdì 1 febbraio 2013

Un geniale inventore creò il Prodotto Perfetto. Aveva trascorso tanto tempo nel suo laboratorio, tra macchinari e utensili, da perdere l’udito, ma il risultato era straordinario.
Il Prodotto Perfetto era eccezionalmente funzionale, molto bello a vedersi, e il suo creatore ne era fiero.

Giunse il primo cliente. Occhiali scuri, bastone, e sguardo assente.
L’inventore lo accompagnò per tutta la fabbrica, magnificando i colori, le forme e la bellezza del Prodotto.
Dopo poco, il cliente se ne andò contrariato.

Allora l’uomo pensò che avrebbe dovuto puntare su altri aspetti della sua creazione, magari più tecnici, per non apparire frivolo.
Il cliente successivo era un uomo d’affari, stanco per il viaggio, e con poco tempo a disposizione. L’inventore gli sciorinò una sequela di dati, numeri, algoritmi e parametri tale che, quando si voltò, scoprì il proprio interlocutore sbadigliare annoiato a morte. Di lì a poco anche questo se e andò.

Venne infine un simpatico ometto, sordo dalla nascita. I due si intesero a meraviglia: ammirarono i colori del Prodotto, la sua fattura; il cliente fece domande che gli interessavano curandosi di essere visto, anche se non ce n’era bisogno, perché l’inventore, conoscendo bene il problema, si rivolgeva a lui solo guardandolo in volto.
Il Prodotto fu venduto, e il cliente pienamente soddisfatto.
Ma l’esborso necessario per costruire il Prodotto era stato superiore ai guadagni, e il geniale inventore dovette chiudere.

NON E’ IL PRODOTTO, IL SUO PREZZO O IL CLIENTE A DOVERSI ADATTARE, E’ PRIMA DI TUTTO IL VENDITORE.
SAPER VENDERE NON SIGNIFICA INTESSERE LE LODI DI UN PRODOTTO RECITANDO UNA POESIA IMPARATA A MEMORIA, O PUNTANDO SU QUELLI CHE CI SEMBRANO I SUOI PUNTI DI FORZA.
SIGNIFICA CAPIRE CHI CI STA DI FRONTE, INTUIRE I SUOI BISOGNI, LE SUE INCLINAZIONI E LE SUE PASSIONI, E PARTIRE DA QUELLE PER OFFRIRE IL PROPRIO PRODOTTO NEL MODO GIUSTO.

QUESTO E’ IL PROGRAMMA DI MASTERING SALES CHE SI TERRA’ IL 19 E IL 26 FEBBRAIO A CAMBIAGO (MI).

METTERSI DAVVERO NEI PANNI DEL CLIENTE NON SOLO AUMENTERA’ LE PROBABILITA’ DI CONCLUDERE CON SUCCESSO LA TRATTATIVA, MA TRASFORMERA’ SIGNIFICATIVAMENTE L’ESPERIENZA DI VENDITA, RENDENDOLA MOLTO PIU’ GRATIFICANTE PER ENTRAMBE LE PARTI!

P.S. Possiamo garantire* che il metodo “Mastering Sales” è applicabile ed efficace sia per chi comincia la professione commerciale sia per chi la pratica da 30 anni.
* L’estrema Qualità dei nostri Corsi interaziendali è Garantita “soddisfatto o rimborsato”. La garanzia consiste nel completo rimborso del Corso. Non sono previste altre forme di indennizzo, quali rimborsi per spese o altro.
Alberto Bosio
www.asms.it

Gestione del Tempo & dello Stress

martedì 8 gennaio 2013

Buon Anno!

Qualche anno fa mio figlio, appassionato di mountain bike, mi chiese di accompagnarlo ad una importante fiera tutta dedicata alla bicicletta da fuoristrada.

A me, della mountain bike non interessa un accidente. Si pedala per ore nel fango, o in mezzo alla polvere, si muore di caldo o di freddo, ed è faticosissimo.
E nelle biciclette, non vedo nulla di speciale: due ruote, una catena studiata per sporcare i pantaloni, un manubrio.
Mi trascinò da uno stand all’altro per quattro ore. E mi spiegava ogni novità, si esaltava per ogni ritrovato della tecnologia, per ogni grammo risparmiato sui nuovi modelli.

All’uscita, guardandomi con la coda dell’occhio, un po’in colpa, mi disse: “Ti sei annoiato molto? Mi spiace di averti fatto perdere tutto il pomeriggio”.
Ovviamente sorrisi, e risposi che invece mi ero divertito, che era stato bello.
Ed era vero, ero stato molto bene. Quattro ore volate.

No, mio figlio non mi aveva convertito al ciclismo, domani non andrò a comprare una tutina attillata e un caschetto. Ma un dono me lo aveva fatto, e io a lui: un pomeriggio assieme, parlando dei fatti nostri, scherzando, ridendo.

Qualunque cosa si decida di fare, bisogna tenere presenti le proprie priorità. Esse non sono sempre facili da individuare.
Non commettete l’errore di credere di essere eterni, di avere tutto il tempo del mondo: non è così. Sappiate di avere a disposizione lo stesso tempo che hanno gli altri, ma di poterlo usare a vostro piacimento, perché gli obiettivi sono personali come i sogni. Non usate il tempo come fanno gli altri, quindi. I loro obiettivi non sono i vostri.
Gestire il tempo è gestire sé stessi. Scoprire i propri obiettivi, quelli veri, significa finalizzare la propria Vita. Gestire lo Stress è godere appieno della propria Vita.

Per questo la invitiamo a partecipare al corso della Gestione del Tempo e dello Stress che si terrà il 29 Gennaio a Cambiago (MI) e che è riservato ai primi 9 iscritti ( per ulteriori informazioni clicchi qui).
Non siamo sedicenti santoni che promettono di rivoluzionare la vostra vita: noi vi aiuteremo ad organizzare il vostro tempo in maniera razionale e utile. Tutte le conseguenze positive collaterali sono in omaggio.
Il nostro Corso Gestione del Tempo e dello Stress, è disponibile per la prima volta a livello interaziendale ed è stato tenuto presso numerose Aziende ed Enti, tra i quali l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Per ulteriori informazioni ci contatti direttamente a info@asms.it
ASMS
www.asms.it

Volpe o Asino

lunedì 26 novembre 2012

Un giorno Bob l’asinello notò un fatto molto interessante: nell’angolo di prato al margine del bosco, dove era solito fare i suoi bisogni, l’erba cresceva più folta e verde che in nessun altro posto.

Restò molto impressionato, e rifletté a lungo sul fenomeno, fino a concludere che doveva esserci un nesso tra i suoi bisognini e la fertilità del suolo.

Provò allora a spostare il suo gabinetto su una sporgenza pietrosa, dove non spuntavano altro che esili filamenti gialli di erba amara. Nel giro di poche settimane teneri fili d’erba verde smeraldo danzavano al vento.

Certo della sua teoria, l’asinello volle condividerla con tutti gli altri, poiché oltre che intelligente, era anche un animale molto generoso.

Radunò così tutti quelli che conosceva, e diede loro appuntamento in un giorno prestabilito.

Vedendo che l’affluenza di astanti era notevole, il piccolo Bob cominciò ad agitarsi. Quando iniziò a parlare tutti gli occhi erano puntati su di lui.

Sì schiarì la voce, ed iniziò a raccontare del pezzo di prato dove era solito appagare i suoi bisogni fisiologici. La platea era allibita: non solo questo asino raccontava i suoi fatti personali a tutti, ma a giudicare dal rossore del suo muso, stava per scendere molto più nei particolari.

Diversi animali si alzarono e se ne andarono offesi. Il povero Bob riuscì a sussurrare: “Ma poi ho cambiato posto!”, e poi ammutolì, imbarazzatissimo. I presenti, pensando che lo sciocco animale avesse solo voluto comunicare che da adesso bisognava stare attenti a dove mettere le zampe anche in un altro posto, si allontanarono, e quella dell’asino che radunava assemblee per tenere tutti aggiornati sulla sua invidiabile regolarità intestinale divenne ben presto una barzelletta diffusa.

Una volpe, che aveva seguito la vicenda, volle parlare con Bob, che nella tranquillità di un colloquio a due spiegò per filo e per segno la sua scoperta.

La volpe capì la bontà dell’idea, e pensò a come trarne vantaggio, visto che a lei l’erba era indigesta.

Aspettò che fosse autunno, quando l’erba diventa dura e poco appetitosa.

Gli altri animali brucavano svogliatamente, quando lei saltò su di un masso e gridò: “Siete dei testoni! Mangiate questa schifezza dura come il fil di ferro quando io conosco un modo per far germogliare erba tenerissima anche tra le pietre!”.

Tutti sentirono e vennero. Chi per interesse, chi per sfida, sta di fatto che in pochi minuti la volpe era al centro dell’attenzione, alzata sulle zampe posteriori, usando la codona pelosa per bilanciarsi.

Spiegò loro che era da sciocchi continuare a dover dipendere dal tipo di suolo per mangiare, trovando l’approvazione generale.

Spiegò allora succintamente la teoria dell’asinello, e nessuno diede peso al discorso dello sterco, poiché tutti già immaginavano sotto i denti l’erba più verde che avessero mai visto.

Tutti iniziarono ad acclamare la volpe, che facilmente ottenne qualche uovo e del latte, e se ne andò soddisfatta.

AVERE UN BUONA IDEA NON SIGNIFICA AVERE FATTO CENTRO, SAPERLA COMUNICARE È LA CHIAVE DI VOLTA. PARTECIPARE AL CORSO DI PUBLIC SPEAKING CHE SI TERRA’ IL 17 DICEMBRE A CAMBIAGO (MI) È LA SUA OCCASIONE PER EVOLVERE LE SUE CAPACITÀ COMUNICATIVE IN PUBBLICO, NELLA VITA E NEL LAVORO. NON PERDA QUESTA OCCASIONE!! Per ulteriori informazioni visiti la scheda completa cliccando qui

Alberto Bosio
www.asms.it

Chi è il capo?

martedì 6 novembre 2012

Secondo Lei, chi è il capo?

capo
[cà-po]nome maschile
1. testa, parte superiore del corpo umano
2. persona che dirige e comanda
3. principio, estremità
4. ciascun animale o elemento di un gruppo
(fonte: Dizionario della Lingua Italiana © 2010 Zanichelli editore)

capo: il tizio che mi dice cosa devo fare, come farlo e, a volte, perché devo farlo. A sua volta riceve ordini da un capo, così discorrendo fino al massimo dirigente. Questa è la gerarchia, è la struttura alla base dell’azienda. Ognuno fa quello che gli dice il suo capo.
(fonte: Daniela, 35 anni, impiegata)

capo: vero e proprio genio creativo. Tanto bravo nel business quanto ad irritarmi. Non è mai chiaro cosa voglia di preciso, perché non sappiamo mai quale sia il fine ultimo delle cose che ci dice di fare. Il mio rispetto per lui è dettato solo dal fatto che credo davvero sappia come far progredire l’azienda, e perché è un gran lavoratore.
(fonte: Marco, 28 anni, architetto)

Se l’avessi mai visto o sentito presente, potrei anche essermi fatta un’idea …
(fonte: Chiara, 40 anni, centralinista)

capo: la persona che più detesto. Immerso nei suoi problemi, personali e lavorativi, è come un carro armato che avanza in ufficio. Tutti salutiamo per poi darci alla fuga. Forse potremmo aiutarlo, se si aprisse. Intanto inizio a credere che se tace, è perché non ha niente da dirci.
(fonte: Luca, 45 anni, manager)

capo: persona il cui ruolo è di gestione e riferimento per il gruppo, LEADER. Non è un semplice dispensatore di compiti e consegne: sa capire, dare supporto ai propri colleghi, e chiarisce loro quelle che sono le dinamiche e gli obiettivi aziendali. Prima di poter aiutare gli altri, è giunto alla piena consapevolezza delle proprie abilità, le coltiva e le incrementa ogni giorno, arricchendosi dal contatto con i suoi collaboratori, che sanno perché lavorano e per CHI lavorano. Conoscono i difetti, ma hanno imparato ad apprezzare i suoi pregi, poiché l’aperta intercomunicazione ha favorito un ambiente dove la collaborazione e il rispetto reciproco non sono un inutile vezzo, bensì strumento necessario ed indispensabile per il buon funzionamento e profitto della ditta, parte integrante del programma aziendale.
(fonte: ASMS)

PROBABILMENTE LEI STESSO HA UNA PROPRIA DEFINIZIONE DI “CAPO”. PROBABILMENTE I SUOI COLLEGHI NE HANNO UNA.
Se tuttavia si trova d’accordo con la nostra idea di capo, se crede che potrebbe essere condivisibile anche per i suoi collaboratori, prenda in considerazione MANAGERSHIP CHE SI TERRA’ IL 27, 28, 29 NOVEMBRE. TUTTI I DETTAGLI LI TROVA CLICCANDO QUI

NESSUNO LA PUO’ GIUDICARE O CRITICARE, SE SCEGLIE UNA DELLE ALTRE: FAR PARTE DELLA MASSA NON E’ UNA COLPA!
Massa:
La grande massa pensa assai poco perché le mancano il tempo e l’esercizio necessari. Ma, così, conserva molto a lungo i suoi errori (Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851)

Il Buono è il prodotto dell’abilità artistica sia etica che spirituale degli individui; non può essere il prodotto della massa. (Aldous Huxley)

La massa non fa nessun progresso (Christian Friedrich Hebbel, Diario, 1835/63)

Alberto Bosio
www.asms.it