Erri De Luca all’Accademia Studios

Il 27 febbraio prossimo alle 18.30 Accademia Studios (Studios ex De Paolis, Via Tiburtina 521) ospita Erri De Luca per la prima di una serie di conversazioni sul cinema. In programma Anni di piombo di Margarethe von Trotta, la pelllicola del 1981 già vincitrice del Leone d’Oro al Miglior Film alla 38ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ispirata alla vicenda di Christiane e Gudrun Ensslin. Gudrun era un membro di spicco della “Banda Baader-Meinhof”, trovata morta assieme ai suoi compagni nella prigione di sicurezza di Stammheim nel 1977. Mentre Christiane era la sorella giornalista. Al termine della proiezione il pubblico potrà scambiare idee ed impressioni con Erri De Luca. Per partecipare (€. 5,00 comprensivi di rinfresco e tessera associativa) è necessario prenotare via email entro il 24 febbraio a info@accademiastudios.com.

Marianne e Julianne sono due sorelle tedesche nate alla fine della seconda guerra mondiale. Negli anni settanta sono impegnate politicamente nella lotta di sinistra ma seguono due strade diverse. La prima, sposata con un bambino, abbandonati il marito e il bambino ancora piccolo, diventa negli anni settanta la compagna del leader del gruppo di estrema sinistra tedesco Rote Armee Fraktion, che porta avanti la lotta armata in Germania e conduce una vita in clandestinità. La seconda, Julianne, lavora come giornalista per un giornale femminista, non vuole figli e convive con un uomo che la ama molto, ma che non sostiene la causa estrema della sorella di lei.

Arrestata Marianne, sua sorella Julianne va a trovarla in carcere ogni volta che può, subendo umilianti controlli. I colloqui sono ascoltati e trascritti da guardie carcerarie. Durante il poco tempo che viene loro concesso, le due donne discutono del loro pensiero politico e ricordano la loro infanzia, difendendo le loro scelte. Scaturisce il profilo di una Julianne adolescente ribelle e di una Marianne coccolata da suo padre, pastore luterano. La vita di tutti i giorni di Julianne è intervallata dalle visite in carcere e dai litigi con il compagno, che non tollera tanta attenzione per i detenuti e per Marianne, che a sua volta tratta la sorella con durezza, giudicando le sue posizioni troppo morbide.

Julianne ed il suo compagno si trovano in vacanza in Italia quando si apprende che Marianne ed altri terroristi detenuti, sono stati ritrovati morti nelle loro celle. Si parla ufficialmente di suicidio ma Julianne non è convinta.

La donna conduce imperterrita delle proprie indagini fino a che il suo compagno decide di abbandonarla. Finalmente sicura di avere gli elementi per poter smentire la tesi ufficiale, trova il disinteresse da parte della stampa. Nel frattempo suo nipote, figlio della terrorista, in quegli anni in affido ad altri, sopravvive ad un’aggressione incendiaria da parte di sconosciuti riportando serie ustioni. Julianne lo riprende con sé. Il bambino vorrebbe rinnegare sua madre, ma alla fine chiede alla zia di conoscere la verità.

 

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