Kay McCarthy presenta il suo primo album in italiano al Palladium

 Il 20 novembre prossimo alle ore 21 Kay McCarthy sarà al Palladium di Roma (Università Roma Tre – RomaEuropa, Piazza Bartolomeo Romano 8, ingresso €. 12,00, info e prevendite: 335 6532092, botteghino Palladium 06 57332768 dal martedì alla domenica dalle 17 alle 20) per presentare L’amore tace, il suo primo album in italiano. Un progetto nato da un’idea di Piero Ricciardi, compagno di note e di vita di Kay, che ha sognato e costruito attorno alla voce e alla musicalità della grande artista irlandese un progetto minimalista ed intenso che racconta i dolori del mondo, squarci di poesia e di cronaca che narrano di un mondo che perde la sua anima e in cui, appunto, l’amore tace. Al suo fianco sul palco i musicisti che la supportano da sempre e i compositori con i quali ha condiviso la scrittura e l’arrangiamento di queste pagine intense e commoventi: Arturo Annecchino, Alfonso De Pietro, Fabio De Portu, Stefano Diotallevi, Ugo Dorato, Mirko Fabbreschi, Leno Landini, Mauro Orselli, Piero Ricciardi, Fabio Scanzani, Susanna Valloni. E, cosa tutt’altro che semplice, con tante differenti personalità coinvolte, un album coerente, coeso, sorprendentemente organico, per il quale è prevista anche una versione in lingua inglese nel 2014.

 

Dopo 11 album quasi totalmente dedicati alla musica della sua terra d’origine, la celebre cantante irlandese, in Italia da oltre 30 anni, presenta un piccolo gioiello minimalista con la collaborazione e l’accompagnamento di 12 musicisti di autentico valore e di altri grandi artisti dell’immagine: Domingo Notaro per la copertina, Josepha van Gennip per le fotografie e Chiara Fenicia per la grafica.

Nato, come si diceva, da un’idea di Piero Ricciardi, L’amore tace è un progetto cresciuto un po’ per volta. Dai primi nuclei di testo di Piero, al coinvolgimento di Rambaldo degli Azzoni di Storie di Note. Alla viva richiesta di supporto di un clan variegatissimo di amici musicisti come Stefano Diotallevi, Fabio De Portu, Ugo Dorato e Susanna Valloni, da amici del vecchio Folkstudio, come Mauro Orselli e Fabio Scanzani, di Helikonia, come Mirko Fabbreschi, di Storie di note, come Arturo Annecchino, Alfonso De Pietro e Leno Landini, o conosciuti autonomamente, come il pittore Domingo Notaro, l’artista polivalente Alessandro Maresca e la fotografa Josepha van Gennip. Tutti hanno risposto, accettato e creato, per e con Kay. Salvo una breve ma intensa puntata allo studio Elettra di Calvi nell’Umbria, dove Pasquale Minieri ha curato i brani con Arturo Annecchino, il lavoro è stato integralmente registrato allo studio Helikonia di Roma con l’aiuto dei fonici e tecnici come Antoniomaria Cece e Manuel Santilli, nonché col contributo di Marco Kelly, età 8, alla consolle.

 

L’amore tace

1. Passi nella notte (McCarthy-Annecchino-McCarthy)

2. Ultima preghiera (McCarthy-De Pietro-McCarthy)

3. La ragazza dell’est (McCarthy-Landini-McCarthy)

4. Il corpo (McCarthy)

5. Naufragio (McCarthy)

6. …lʼamore tace… (McCarthy-Orselli-McCarthy)

7. Ricordati di me, di noi (McCarthy-Dorato-McCarthy)

8. Il treno dei pendolari (McCarthy-Landini-McCarthy)

9. Separazione (McCarthy-Annecchino-McCarthy)

10. Se i se… (McCarthy-Maresca-Fabbreschi-McCarthy)

11. A-ma-mi (McCarthy-Diotallevi)

12. Coisithe (McCarthy-Annecchino- McCarthy)

13. …lʼamore tace… (McCarthy-Orselli-McCarthy)

…Il mistero dei passi nella notte si intreccia con le note del nightpiano di Arturo Annecchino e di Kay che canta sottovoce per non spaventare le anime anonime che passano davanti ad una casa rosa, al buio. Alla luce del giorno la cronaca nera trasmette L’ultima preghiera di un piccolo imprenditore spinto al suicidio da uno Stato esattore, un vero e proprio grido di dolore. Ad accompagnare Kay, qui, è Alfonso De Pietro alla chitarra. Morte ed ancora morte: giungono notizie dell’uccisione de La ragazza dell’est insieme alle note strazianti dell’armonica di Leno Landini da un mondo dove Il corpo umano viene usato ed abusato. Dal fondo melmoso del mare le ossa di trecento profughi annegati raccontano, insieme alle chitarre di Fabio De Portu e al bodhrán di Piero Ricciardi, di un viaggio di speranza terminato violentemente col Naufragio del loro sgangherato barcone. È notte di nuovo e …l’amore tace… o così sembra; forse sussurra o emette suoni primordiali mentre le percussioni di Mauro Orselli scandiscono il tempo presente… continuo… presente…ma, ciononostante, due amanti promettono di amarsi anche dopo la morte parafrasando la poetessa italo-inglese Christina Rossetti, Ricordati di me, di noi, col pianoforte essenziale di Ugo Dorato e il sassofono esistenziale di Fabio Scanzani. La mattina seguente Il treno dei pendolari porta lavoratori e studenti già stanchi, stipati in vagoni sporchi, lenti e precari, onomatopeizzati dall’armonica di Leno Landini e dal bodhrán di Piero Ricciardi. In una grande città, due persone, una volta innamorate a dismisura, ora separate da anni-luce di odio, si lasciano. Arturo Annecchino dipinge un delicato fondale pianistico-teatrale dove, sommessamente, la voce di Kay recita il dolore della Separazione; ma i bambini sognano un mondo senza dolore dove, Se i se… fossero aquiloni, si volerebbe in alto sulle note dei “carillon” di Mirko Fabbreschi e Dario Sgrò con le parole di Kay e di Alessandro Maresca. “A-ma-mi sempre”, supplica il pianoforte di Stefano Diotallevi ispirato dai versi di Elizabeth Barrett-Browning, mentre il flauto di Susanna Valloni gli fa da eco prima di dare vita ad una tarantella insieme al bodhrán di Piero. Tornano i passi nella notte ma questa volta in gaelico: Coisithe. Il cd, avvolto in un disegno dell’artista Domingo Notaro, elaborato da Chiara Fenicia, chiude con la batteria di Mauro Orselli che insiste, “…l’amore tace…”

Kay McCarthy

 

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