IL REGGIO FILM FESTIVAL ENTRA NEL VIVO

Due tavole rotonde per parlare del Futuro del cinema, ma anche di fotografia in un incontro con Vladan Radovic

Ricco programma per il Reggio Film Festival. Sabato 5 ottobre al Rosebud a partire dalle 16.00 in programma una Tavola Rotonda dedicata al cinema Capitol e in generale al futuro del cinema nell’era della digitalizzazione. Se ne parlerà innanzi tutto con un breve documentario (14′) realizzato da Nico Guidetti, C’era una volta il Capitol. Interverranno un gran numero di critici, esperti di cinema, fondatori e gestori di sale cinematografiche: Sandra Campanini, Giorgio Bigoni, Alberto Bonetti, Enrico Giordani, Mario Monducci, Tullio Masoni, Eugenio Bicocchi, Ermanno Grisanti, Paolo Borciani, Nerio Vezzadini.

Alle 18.00 in programma una seconda tavola rotonda dal titolo Non solo rosso – l’emozione del colore nel cinema. Ospite Vladan Radovic. Nato nel 1970 a Sarajevo, dopo essersi laureato si è trasferito a Roma dove ha continuato a studiare presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Ha lavorato alla fotografia di lungometraggi italiani e stranieri, premiati da prestigiosi festival di cinema internazionali (Venezia, Cannes, Berlino). Ha ricevuto diversi riconoscimenti in ambito cinematografico, tra cui il premio Laszlo Kovacs per la Miglior Fotografia presso il Newport Beach Film Festival 2008 per Red Like The Sky, il premio Kodak Cittadella del Corto per Homo Homini Lupus, il premio Arco Cittadella del Corto per Solo un Gioco, Miglior fotografia al Corto Fiction Chianciano Terme per  Sulla Riva del Lago, Miglior Fotografia al Newport Beach Film Festival 2012 per Apartment in Athens.

Vladan è membro dell’AIC (Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica) e dell’IMAGO (Federazione europea di cinematografi).

A partire dalle 21 in programma una vera e propria scorpacciata di corti a tema rosso. Si comincia con il travolgente Fool’s Day, in cui un Pesce d’Aprile riuscito male costringerà un gruppo di bambini di una classe elementare a correre ai ripari. Si passa poi a due bellissimi corti d’animazione, Dell’ammazzare il maiale di Simone Massi, grandissimo animatore italiano che ha curato negli ultimi anni la sigla del Festival di Venezia; il lituano Saga si gioca tutto sulla presenza del rosso come unico colore. Rosso è anche passione, come quella che si accende fra una scultrice e il suo modello, oppure fra una donna sola e un misterioso individuo che lascia scritte sulle pareti dei bagni di una discoteca. Ma rosso è anche il Natale, ben rappresentato dal corto islandese Klàs, o anche dallo spagnolo Merry Chistmas. A tarda notte verranno anche proposti alcuni corti horror.

Verrà inoltre proposta una serie di quattro brevi cortometraggi realizzati a sostegno della liberazione del regista iraniano Jafar Panahi: arrestato il 2 marzo 2010 per la partecipazione ai movimenti di protesta contro il regime iraniano, dopo la mobilitazione delle organizzazioni a difesa dei diritti umani e del mondo del cinema a livello internazionale, viene rilasciato su cauzione il 24 maggio dello stesso anno. Il 20 dicembre 2010 Panahi viene condannato a 6 anni di reclusione: gli viene inoltre preclusa la possibilità di dirigere, scrivere e produrre film, viaggiare e rilasciare interviste sia all’estero che all’interno dell’Iran per 20 anni.[3]. Il 16 febbraio 2013, il suo Closed Curtain vince l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura al Festival internazionale del cinema di Berlino.

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