Vita da Strega – Tra pagine e foto

Ennio Flaiano e Maria Bellonci a casa Bellonci 1962 © Archivioriccardi.it

Evento a Spazio5 giovedì 7 giugno – Le storie e i personaggi del Premio Strega nelle foto dell’Archivio Riccardi e nei racconti dei protagonisti.

Un pezzo di vita italiana. Un pezzo della vita culturale italiana. Che anno dopo anno, dal 1947, vede in campo i maggiori scrittori italiani. E’ il Premio Strega. E “Vita da Strega” è l’evento che svela la storia del riconoscimento letterario italiano più ambito attraverso le straordinarie foto, alcune inedite, dell’Archivio Riccardi e il racconto di tre protagonisti di oggi: per la sfida in corso Giovanni Greco, in campo con “Malacrianza” (Nutrimenti), e Carlo Pedini, con “La sesta stagione”, Cavallo di Ferro, e per l’anno scorso Giorgio Nisini, “La città di Adamo”, Fazi. Con loro Stefano Petrocchi, coordinatore esecutivo della Fondazione Bellonci, promotrice del Premio Strega.
Lunedì 7 giugno alle 19.00 l’inaugurazione della mostra e la conversazione di Greco, Pedini, Nisini e Petrocchi con lo scrittore e giornalista Roberto Ippolito, nello Spazio5 in via Crescenzio 99d Roma. All’attore Giuseppe Pestillo è affidata la lettura di brani dei libri. L’appuntamento si svolge nel pieno della competizione: solo sei giorni dopo viene votata la cinquina finalista scelta fra i dodici concorrenti in gara in seguito alla prima scrematura.
Le storiche immagini sono opera di Carlo Riccardi. Fra i volti in bianco e nero dell’Archivio diretto dal fotografo Maurizio Riccardi, proposti con la regia di Giovanni Currado, non poteva mancare il primo vincitore Ennio Flaiano con “Tempo di uccidere” (Longanesi). Così come, tra il pubblico attento, pellicce datate, sostenitori in azione, negli scatti dei decenni passati visibili nello Spazio5 ci sono suoi “successori” come una misurata Elsa Morante, un annoiato Alberto Moravia o Giorgio Bassani in veste da giurato. Per non parlare di Raffaele la Capria in posa sfoderando l’assegno da un milione. E poi si “scoprono” in situazioni insolite Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Ungaretti.
Sono nomi che fanno capolino nella conversazione di Roberto Ippolito. Segnano 65 anni dell’editoria italiana e sono testimoni del proprio tempo. Con altri prestigiosi, aprono la strada ai nuovi talenti. Fra questi, per il 2012, Giovanni Greco e Carlo Pedini. Il romanzo d’esordio di Greco, “Malacrianza”, è un mosaico di vicende che compongono un’unica storia, quella dell’infanzia tradita. E’ una specie di favola nera con i bambini offesi, bambini vittime. E, però, caratterizzata da una grande umanità. Dal punto di vista letterario, di particolare rilievo il passaggio dalla terza alla prima persona per descrivere in presa diretta situazioni e stati d’animo.
Anche Carlo Pedini, con “La sesta stagione”, è al primo romanzo. Racconta la storia e la decadenza di Civita Turrita, in Toscana, ripercorrendo il cammino dell’Italia tra il 1934 e il 1985. Protagonisti tre seminaristi. La ricostruzione delle vicende reali è il frutto di un meticoloso lavoro di ricerca. Con il declino di Civita Turrita, viene narrata la fine della Chiesa tradizionale e del suo sistema di valori. Un’opera dunque molto complessa.
Giorgio Nisini conquista nel 2011 un posto in prima fila con “La città di Adamo”, dopo il fortunato debutto con “La demolizione del Mammut” (Perrone). Il suo romanzo combina la capacità di incastrare gli avvenimenti con la propensione a suscitare interrogativi. C’è una domanda-tormento che attraversa tutto il libro: chi era veramente il padre del protagonista?
I tre scrittori si ritrovano nello Spazio5 con Stefano Petrocchi, che è l’anima del Premio Strega ed è un profondo conoscitore del mondo letterario. Greco (nato a Roma nel 1970, attore, regista, traduttore e autore di testi teatrali), Pedini (Perugia 1956, musicista, compositore e direttore d’orchestra, docente al conservatorio Morlacchi ), Nisini (Viterbo 1974, studioso, saggista e docente di sociologia della letteratura alla Sapienza) e Petrocchi ricostruiscono la loro “vita da Strega” nel dialogo con Roberto Ippolito, autore di “Evasori” e “Il Bel Paese maltrattato” (entrambi Bompiani) e direttore scientifico del festival letterario “A tutto volume” a Ragusa dal 24 al 27 maggio.
Giuseppe Pestillo (Roma 1983), lettore delle pagine dei libri di Nisini e Greco, si è distinto al cinema con “Due vite per caso” e a teatro con” Gli innamorati immaginari”.
La “vita da Strega” degli scrittori è la vita di Maria e Goffredo Bellonci creatori del Premio, nell’ambito del loro salotto letterario, con il contributo di Guido Alberti, proprietario dell’azienda produttrice del liquore Strega, sponsor da sempre. L’Archivio Riccardi (che vanta circa un milione di scatti) con le foto in mostra conduce dentro casa Bellonci dove ancora oggi si svolge la selezione della cinquina che si contende il riconoscimento. Così è possibile, con il lavoro di Carlo Riccardi, vedere gli scaffali zeppi di libri, le terrazze animate anche dai personaggi dello spettacolo come Anna Magnani, Alberto Sordi, Sylvia Koscina e Marcello Mastroianni, il corridoio inverosimilmente stipato di persone.
E poi c’è la lavagna. La mitica lavagna sulla quale viene segnato il risultato dei candidati dopo ogni pacchetto di voti scrutinati. La mostra delle foto dell’Archivio Riccardi è un tuffo nelle gare del passato. Ma dietro quella lavagna, immancabili, ci sono le polemiche sulla composizione della giuria, i 400 letterati e lettori che formano gli Amici della domenica, come sul dominio dei grandi gruppi editoriali. Gli interrogativi trovano spazio nella conversazione fra Greco, Pedini, Nisini, Petrocchi e Ippolito. “Vita da Strega” è anche questo.

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